Equity crowdfunding: sintesi normativa

In Italia il Decreto Crescita Bis (DL 18 ottobre 2012, n. 179 conv. con L. 221/2012) ha introdotto l'Equity Crowdfunding come strumento di finanziamento  per le startup innovative, ovvero imprese che soddisfano i seguenti requisiti (art. 25, comma II, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179):
-la società deve essere costituita e svolgere attività d'impresa da non più di 48 mesi;
-la società deve avere la sede principale dei propri affari ed interessi in Italia;
-il totale del valore della produzione annua della società, a partire dal secondo anno, non deve essere superiore a 5 milioni di euro;
- la società non deve distribuire o aver distribuito utili;
-la società deve avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
-la società non deve essere stata costituita da una fusione, scissione societaria od a seguito di cessione d'azienda o di ramo d'azienda.

Nel luglio del 2013 la Consob, al termine di un articolato processo consultivo a cui il Ministero dello Sviluppo Economico ha partecipato attivamente, ha emanato la prima regolamentazione di dettaglio a livello mondiale. Secondo il regolamento le piattaforme di equity crowdfunding devono essere iscritte al registro dei gestori di portali autorizzati dalla Consob, che è previsto all'art. 'art. 50-quinquies del d.lgs.n. 58/1998 (TUF) e contiene:

- una sezione ordinaria in cui sono iscritti i gestori di portali che sono autorizzati dalla Consob in seguito alla positiva verifica della sussistenza dei requisiti richiesti dal Tuf e dal Regolamento adottato dalla Consob con delibera 26 giugno 2013 n. 18592;
- una sezione speciale in cui sono annotate le banche e le imprese di investimento autorizzate alla prestazione dei relativi servizi di investimento che hannocomunicato alla Consob, prima dell'avvio dell'operatività, lo svolgimento dell'attività di gestione di un portale.

Attualmente le piattaforme di Equity crowdfunding autorizzate sono 14, 1 iscritta alla sezione speciale (Unicaseed) e 13 iscritte alla sezione ordinaria (Assiteca Crowd srl, Baldi and Partners srl, Crowdfundme srl, Ecomill srl, Equinvest srl, Fundera srl, Muum lab srl, Next Equity Crowdfunding Marche srl, Siamo Soci srl, Smarthub srl, Stars up srl, The ING Project srl, We are starting srl).

Diaman Tech (http://www.diamantech.net), startup con sede a Marcon (VE), è il primo progetto in Equity Crowdfunding in Italia ed è ospitato dalla piattaforma Unicaseed. La campagna, lanciata il 31 Dicembre 2013 e chiusa il 31 Marzo 2014, aveva come obiettivo 147.000,00 euro per  aumento di capitale. L’obiettivo è stato raggiunto al 107%, raccogliendo 160.000,00 euro.

Il Decreto-Legge 24 gennaio 2015, n.3 , il c.d. Investment Compact, prevede l'itroduzione nel TUF (D. Lgs. 24Febbraio 1998 n. 58) il comma 5-undecies che disciplina le PMI innovative e estende ad esse la possibilità di ricorrere all'equity crowdfunding.

Per "PMI innovative" si  intendono  le  PMI,   come   definite   dalla raccomandazione 2003/361/CE, che possiedono i seguenti requisiti: a) residenza in Italia; b) la  certificazione  dell'ultimo  bilancio  e   dell'eventuale
bilancio consolidato redatto  da  un  revisore  contabile  o  da  una societa' di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili; c) l'assenza  di  possesso  di  azioni  quotate  su  un  mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione; d)  l'assenza  di  iscrizione  al  registro   speciale l'assenza  di  possesso  di  azioni  quotate  su  un  mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione; d)  l'assenza  di  iscrizione  al  registro   speciale (quello riservato alle startup innovative); e) almeno due dei seguenti requisiti: 1) volume di spesa in ricerca e sviluppo  in  misura  uguale  osuperiore al 3 per cento della maggiore entita' fra  costo  e  valore totale della produzione della PMI  innovativa; 2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi  titolo, in percentuale uguale  o  superiore  al  quinto  della  forza  lavoro complessiva, di personale in  possesso  di  titolo  di  dottorato  di ricerca  o  che  sta  svolgendo  un  dottorato  di   ricerca   presso un'universita' italiana o straniera, oppure in possesso di  laurea  e che  abbia  svolto,  da  almeno  tre  anni,  attivita'   di   ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in  Italia o all'estero, ovvero, in percentuale uguale o superiore  a  un  terzo della forza lavoro complessiva, di personale in  possesso  di  laurea magistrale; 3) titolarita', anche  quali  depositarie  o  licenziatarie  di almeno  una  privativa  industriale,  relativa   a   una   invenzion industriale,  biotecnologica,  a  una  topografia   di   prodotto   a semiconduttori o a una nuova varieta' vegetale ovvero titolarita' dei diritti  relativi  ad  un  programma   per   elaboratore   originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i  programmi  per elaboratore,  purche'  tale  privativa  sia  direttamente   afferente all'oggetto sociale e all'attivita' di impresa.

Quale sarà a questo punto il futuro dell'equity crowdfunding in Italia? E intanto gli operatori discutono di modifiche alla regolamentazione. Rimaniamo sintonizzati.

Tags: