Il futuro di +Europa - Il mio intervento all'assemblea del 16.11.2019

Sono trascorsi 5 mesi dall'ultima assemblea e lo scenario interno ed esterno è molto cambiato. In questa sede non ripercorrerò tutti gli eventi e gli accadimenti che si sono susseguiti durante l’estate ed i primi mesi autunnali ma mi vorrei soffermare sul dibattito attuale e sulle prospettive future. Perché si, è del futuro che dobbiamo parlare. Rimanere così come siamo oppure allargarci? Dobbiamo dare forza al nostro progetto nel quale molti di noi hanno messo amore, passione e impegno. Dobbiamo ampliare la nostra piccola amata casa politica e continuare a inseguire la nostra ambizione che non è il 3, il 4 o il 5 percento ma il 10, il 20, il 30 percento; la nostra è l’ambizione di rendere questo Paese un posto migliore in cui vivere, un’Italia più Europea. Siamo i promotori della società aperta che si contrappone alla società chiusa dei sovranisti ed etnonazionalisti. Siamo gli innamorati della libertà. Abbiamo la nostra Stella Cometa. Ma il cammino lo dobbiamo continuare a costruire noi, giorno dopo giorno. Ed è su questo cammino che si inserisce la proposta di Carlo Calenda. Io personalmente sono favorevole alla creazione di un soggetto comune. Questo non significa consegnarsi o lasciare carta bianca ma sta a noi dettare le condizioni sulla base delle quali avviare un percorso di negoziazione scandito da incontri puntuali in un orizzonte temporale ben definito. Il nuovo soggetto non nascerà domani ma il tavolo deve partire subito. Il 21 Novembre tra l'altro Calenda lancerà comunque il nuovo partito, che non si chiamerà Siamo Europei ma secondo alcune indiscrezioni dei giorni scorsi e anche quanto riportato oggi da Il Messaggero, si chiamerà Azione. Fare qualche iniziativa insieme, magari anche alcune liste alle regionali, e poi stare a vedere sono fermate sulla via della procrastinazione che conduce al non fare. È trascorso un mese dall’iniziativa a Napoli con Siamo Europei, Energie per l'Italia e Volt. Da allora il silenzio. Questo è quello che si percepisce all’esterno. Là fuori le persone, gli elettori, non stanno giorno e notte a pensare al futuro di +Europa ma semplicemente scompariano ai loro occhi e anche molti militanti, magari meno addentro, si allontanano talvolta optando per altre proposte. Serve comunque iniziativa, anche maggiore comunicazione interna utile sull'engagement ed esterna al netto delle difficoltà, non possiamo stare ferm altrimenti saremo destinati all’estinzione. Abbiamo una responsabilità. Da questa assemblea passa il futuro di +Europa. Non perdiamo l’occasione di darci un futuro. Richiamando l'appello Alternativa Europeista che ho sottoscritto sottolineo la necessità di unire le forze per un soggetto liberaldemocratico ed europeista. Fare o non fare. Non c’è procrastinare. Facciamolo.