Il futuro. C'è.

Fra meno di due settimane si terrà l'assemblea di +Europa. Con l'occasione vorrei esporre qualche mio libero pensiero. Abbiamo fatto 30, anzi 3,1. E' il momento di fare 31. Per quanto mi riguarda dovremmo trovare il modo di andare avanti. Penso di non essere la sola ad aver lasciato qualsiasi altro progetto (lavoro a parte, bisogna pure campare) per dedicarsi ognuno a suo modo a +Europa. Personalmente sono stata molto presa fin dall'inizio, più totalizzante di quanto possa sembrare.Non dobbiamo mollare perché innanzitutto credo che ci sia bisogno di noi, abbiamo uno spazio da conquistare e in questo contesto così difficile e preoccupante a maggior ragione c'è bisogno di noi. Come? Non conosco a fondo le dinamiche e gli equilibri interni ma quello che dico è: rimaniamo in quattro, cinque, cinquanta, cento? Avanti con chi c'è. Ecco spero di non arrivare a ciò ma comunque vada, avanti. A livello di branding credo che ci sia da lavorare, anche cambiando eventualmente il nome. Evocare l'Europa non può essere il solo tratto distintivo. Non voglio però ora dilungarmi su questo, se ci sarà l'occasione di tornare sull'argomento lo farò con piacere. Serve una identità nostra, chiara. Solo allora potremo parlare di alleanze. Se lo faremo prima davvero ci autocondanneremo ad essere la stampella di qualcuno. Otterremo forse qualche posto, e poi? Resteremmo una lista elettorale. E' questo a cui puntiamo? Io personalmente no. Io voglio che si sviluppi il nostro progetto e a quello voglio lavorare. Chiarisco e metto nero su bianco una cosa: lo strapuntino non mi interessa. Penso che sia lo stesso per moltissimi. L'impegno è per un soggetto politico sostenibile che un giorno possa esprimere si i suoi eletti ma continuare ad essere luogo di elaborazione politica.
Abbiamo un struttura e credo che vada ulteriormente implementata non nella direzione dell'assemblearismo ma del coinvolgimento della base con deleghe e incarichi a livello tematico e a livello operativo; vedrei bene deleghe specifiche anche negli organi nazionali. Magari proverò a disegnare e condividere l'organigramma che ho in mente. Occorre, imho, indubbiamente riprendere i tavoli tematici e farne luogo di elaborazione politica. Last but not least, occorre lavorare sulla comunicazione interna (nazionale - gruppi, tra gruppi, gruppi verso nazionale) ed esterna (nazionale e locale) con un strategia condivisa e organizzazione più strutturata.