Per una Italia Europea

Il congresso di Più Europa si avvicina e sarà un momento importantissimo.

Ho visto nascere +Europa e ci ho creduto convintamente dall'inizio e al di là del risultato elettorale è stata fino ad ora un'esperienza positiva. La voglia di impegnarmi non è mai venuta meno, neppure nella notte tra il 4 e il 5 marzo. Sono qui con la voglia di contribuire alla costruzione del nostro progetto politico non per il 4% ma per il 20%, il 30%...per esserci e soprattutto continuare ad esserci, incidere concretamente con le nostre idee e governare questo Paese. Ho deciso di metterci la faccia sostenendo l’iniziativa Per una Italia Europea. Vedo +Europa ora deve come soggetto politico, autonomo rispetto ai soggetti fondatori, di ispirazione liberal democratica, costituito dalle persone che ne fanno parte e dalle loro idee e che si va a collocare nell’ALDE Party.

Occorre uno sviluppo sostenibile (visione avversata non a caso dai teorici della decrescita (in)felice con Latouche in prima linea…) nel lungo periodo, “uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri” (Rapporto Brundtland, 1987). Prendendo come riferimento Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU e che ingloba i 17 Obiettivi per lo sviluppo sostenibile, personalmente penso che i goal su cui concentrarci siamo in particolare educazione e formazione (4), industria e innovazione (9) e modelli sostenibili di produzione e consumo (12) nel quale rientra tutto il capitolo sull’economia circolare e le opportunità di lavoro ad asse collegate. Ho pensato a qualche proposta concreta, da dettagliare (e mi propongo di farlo in altra sede), collegata ai punti sopra citati.  1. Regolamentazione della sharing economy (al momento esiste solo la proposta di legge n n. 3564 del 27 gennaio 2016, con diverse aree di miglioramento a mio avviso) e  promozione della cultura del crowdfundìng  non solo equity ma anche reward based (quello conosciuto come modello Kickstarter, Indiegogo, etc..) come strumento inziale di sviluppo dell’imprenditoria e introduzione di polizze assicurative che i backers  (sostenitori di una campagna) possono sottoscrivere (modello già sperimentato negli USA).   2. Estensione delle agevolazioni previste per  Zone Economiche Speciali nel sud Italia istituite dal DL n. 91 del 2017. 3. Revisione della normativa sui rifiuti con particolare al registro dei soggetti autorizzati e ai certificati “end of waste”, in modo da consentire la creazione un vero mercato delle materie seconde.
E’il lavoro, coniugato al concetto di legalità, il tema chiave per lo sviluppo e la crescita dei territori, e non misure assistenzialiste come il reddito di cittadinanza, a maggior ragione se in deficit. Occorre insegnare a pescare, non regalare il pesce. E occorre una Italia Europea.

Ho scelto di impegnarmi e di esserci con la lista Per una Italia Europea guidata da Piercamillo Falasca.
Ringrazio inoltre i promotori dell'iniziativa Matteo Di Paolo, Vincenzo Giannico, Antonio Santoro, Nico Di Florio, Alessandra Senatore, Simona Briccola.
#PiùEuropa #ItaliaEuropea