Lending crowdfunding per il sociale. Intervista a Ida Meglio.

Il passaparola è importante, anzi importantissimo. E' quello che mi ha fatto conoscere il progetto di cui parlo in questo articolo ed entrare in contatto la progettista. Ringrazio pertanto la mia amica Chiara Buongiovanni per avermi messo segnalato l'iniziativa di Ida Meglio. Conoscendo i miei interessi sapeva che avrebbe colpito nel segno e infatti il progetto mi è piaciuto e ho deciso di sostenerlo anche io partecipando alla campagna di crowdfunding.
Non vi ho ancora detto di cosa di tratta però ed è arrivato il momento di svelare l'oggetto della mia passione: SociallendingItalia.net, una piattaforma di lending crowdfunding per il sociale. Piattaforme ne esistono tante ma questa ha l'obiettivo di coniugare il mondio del lending crowdfunding con l'inclusione sociale passando per la creazione d'impresa. Non è bellissimo?
Ho rivolto qualche domanda a Ida Meglio per farmi raccontare di persona Sociallending. Vi lascio pertanto appassioanre con la lettura dell'intervista.

Come è nata l'idea di Sociallending?
L’incontro tra il lavoro quotidiano, consulente del credito presso una banca e gli studi di Social Business e Startup sociali, hanno dato vita a Sociallending; da prima solo una tesi di master su i modelli di business applicati al microcredito sociale, parlo della Grameen Bank di Yunus e la più famosa piattaforma di lending crowdfunding al mondo, Kiva, successivamente, la mia idea di business basata sul crowdfunding (raccolta fondi dalla folla tramite il web), modello prestito sociale.

In cosa consiste Sociallending?
Attualmente Sociallending è un’ associazione No Profit di cui sono la fondatrice e sto portando avanti il progetto di diventare una startup a vocazione sociale, realizzando una piattaforma web, appunto di lending crowdfunding – SociallendingItalia.net. Saremo una piattaforma di prestito sociale (un individuo che presta ad un altro individuo col meccanismo P2P) in cui giovani idee e nuove imprese sono finanziate in rete col crowdfunding.  Faciliteremo l’incontro tramite attività di networking tra giovani che hanno idee da realizzare, ma nessuna risorsa economica per farlo e chi è disposto a prestare loro piccole somme.  Il target preso come riferimento per partire, sarà quello dei giovani stranieri immigrati in Italia, regolarmente residenti nel nostro paese, ma che si vedono negare l’accesso al credito tradizionale dovuto anche al dilagante fenomeno del Credit Crunch e che li espone ad una condizione di esclusione sociale dovuta alla mancanza di lavoro soprattutto.

Perché la scelta del crowdfunding?
Ovviamente trovo il crowdfunding una vera e propria rivoluzione; penso che tramite il crowdfunding veramente si possa bene e del bene, ma soprattutto arriva sotto certi versi, dove la crisi economica, che stiamo ancora vivendo, ha messo un grossa barriera, esempio su tutti la mancanza di accesso al credito. Ho scelto il crowdfunding perchè ho avuto la fortuna di studiare le buone pratiche di applicazione all'estero e con ostinazione mi sono sempre chiesta: " perchè non deve essere così replicabile anche in Italia?" Ultimo ma non ultimo, sono rimasta folgorata dall'esempio di una organizzazione No profit, di nome Kiva, che col Crowdlending ha aiutato tanti rendendoli protagonisti del proprio futuro. E allora, perchè non replicare il modello anche in Italia? Visto che quelli esistenti in definitiva sono classificabili come istituti di pagamento attraverso raccolte fondi tramite web ...

Perché  #withyouwedo?
Prima della scelta della piattaforma, naturalmente ho avuto modo di studiare le maggiori operanti nel nostro territorio e entrando in contatto diretto con il management di Telecom Italia, grazie alla partecipazione come Digital Champion, alla Digital Champioship promossa anche da Telecom Group, ho valutato che era quella più affine alla campagna che immaginavo per il mio progetto; è una piattaforma con molta attenzione ai progetti di inclusione sociale come il mio, molto intuitiva e semplice. Ho fatto application e il mio progetto è approdato in fase finale ad essere accettato.

Quali sono le maggiori sfide che ti stai trovando ad affrontare?
Senza dubbio la campagna stessa; in secondo luogo, cercare il miglior modo ed anche il più semplice per far passare il concetto che fare prestiti sociali è possibile, senza essere banca, senza maneggiare denaro direttamente, bensì tramite una attività di social networking in cui favorire la domanda di piccola liquidità con l'offerta di persone disposte a credere nel futuro dei giovani. Tutto questo non è fantascienza, bensì non c'è nessun divieto legale per cui una associazione No Profit possa facilitare e guidare il prestito sociale senza praticare intermediazione finanziaria e quindi abbattendo quelle che sono le spese e commissioni sui prestiti che rendono quest'ultimi inaccessibili ai molti. Proprio perchè associazione No profit, non ci interessa la logica del profitto sfrenata, con Sociallending, vogliamo dimostrare che il Social Business così come portato avanti dal premio Nobel della Pace Yunus è possibile e realizzabile.

Last but not least, veniamo ad un tema molto caro anche a me: come pensi che il crowddfunding si possa coniugare con in mondo dell'impresa sociale?
Il crowdfunding è il miglior modo per dare avvio ad una impresa sociale, perchè soprattutto nel sociale, si ha la neccessità di comunicare, coinvolgere e condividere. E questi sono i tre pilastri del crowdfunding ...

Grazie Ida...e un grosso in bocca al lupo!

Se vi è piaciuto quello che Ida ha raccontato nell'intervista, potete esserne parte partecipando alla campagna di crowdfunding che trovate qui: http://withyouwedo.telecomitalia.com/projects/1450/sociallendingitalia-net

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