Europa: Ucraina e allargamento ai nuovi paesi come opportunità di sviluppo

Si è svolta presso la sede dell'ambasciata ucraina in Italia una tavola rotonda dal titolo "Europa: Ucraina e allargamento ai nuovi paesi come opportunità di sviluppo". Di seguito il mio intervento.

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Care amici, care amiche,

mi chiamo Diana Severati e sono la coordinatrice dei Membri Individuali ALDE Party e sono anche iscritta all’associazione poc’anzi citata dall’Ambasciatore, Forza Europa. Sono onorata di portare il mio saluto e il mio ringraziamento all’Ambasciata Ucraina che ci ospita per questa interessante e lodevole iniziativa promossa dall’associazione “Europa: le reti in rete”. Sono qui da Europeista convinta e solidale con l’Ucraina che continua a subire l’aggressione russa, culminata nel 2014 con l’annessione illegale della Crimea, e che tuttora è teatro di guerra  nelle regioni del Donbass, tra territori sotto controllo dell’esercito ucraino e le autoproclamate “repubbliche popolari” di Donetsk e Luhansk controllate dai ribelli filorussi. Un conflitto che si può definire “a bassa intensità”, con scontri locali e circoscritti: la Russia di Putin infatti non ha interesse alla fine delle ostilità ma punta ad un congelamento del conflitto con l’obiettivo di isolare le regioni del sud-est determinando una più facile annessione alla Russia.  Nelle ultime settimane, la situazione di sicurezza nell’Ucraina orientale ha raggiunto i livelli peggiori di tutto il 2018, con almeno 7.700 violazioni del cessate il fuoco registrate, come ha dichiarato il vicedirettore della Missione dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), Alexander Hug, ripreso dall’agenzia di stampa Ukrinform.

La propaganda russa ha infatti invaso la scena mediatica ed è difficile avere notizie sulla reale situazione in Ucraina attraverso i media mainstream e di questa guerra non se ne parla quasi più, se ne parla poco o circolano fake news in merito. Non solo Sputnik: la disinformatja russa controlla ad esempio media come Euronews.

Il 1 Settembre 2017 ha segnato una tappa importante nel percorso di avvicinamento dell’Ucraina all’Europa con la piena entrata in vigore dell’accordo di associazione UE – Ucraina. Parti importanti dell'accordo sono già applicate in via provvisoria dal 1 settembre 2014. L'applicazione provvisoria della zona di libero scambio globale e approfondita (DCFTA), che ha apportato notevoli benefici ai cittadini ucraini,  ha avuto inizio il 1º gennaio 2016. Il commercio tra l'UE e l'Ucraina ha continuato a crescere in questo lasso di tempo e l'UE ha rafforzato la propria posizione di principale partner dell'Ucraina. Nel primo trimestre del 2017 il commercio tra le due parti è cresciuto quasi del 30% rispetto al primo trimestre del 2016.
Nel marzo 2015 i leader dell'UE hanno deciso di vincolare l'attuale regime di sanzioni alla piena attuazione degli accordi di Minsk, prevista per la fine del dicembre 2015. Poiché ciò non è avvenuto, il Consiglio ha prorogato le sanzioni economiche fino al 31 luglio 2016. Le sanzioni economiche sono state successivamente prorogate di 6 mesi il 1º luglio 2016, il 19 dicembre 2016, il 28 giugno 2017 e il 21 dicembre 2017, ogni volta a seguito della valutazione dello stato di attuazione degli accordi di Minsk. Le sanzioni economiche sono attualmente prorogate fino al 31 luglio 2018.


Al vertice UE – Ucraina svoltosi a Kiev il 12-13 Luglio Donald Tusk  ha dichiarato "...a mio parere la frase cruciale dell'accordo di associazione è tuttora, e lo cito, 'l'Unione europea riconosce le aspirazioni europee dell'Ucraina e accoglie con favore la sua scelta europea'".
Non vi sono ancora certezze riguardo alle relazioni tra Ucraina e UE nel prossimo futuro. Anche se esistono progetti per un accordo di libero mercato, ci sono per ora poche possibilità che lo status dell'Ucraina si modifichi nel breve termine, poiché l'agenda di allargamento è già ampia e altri stati occidentali si oppongono ad ulteriori espansioni. Ad esempio possiamo citare il referendum consultivo  nei Paesi Bassi svoltosi il 6 aprile 2016 che, avendo superato il quorum del 30%, il governo olandese si è impegnato a rispettarne l'esito: sull'accordo: il NO ha prevalso col 61,1%.


Il mio auspicio è che si possa arrivare all’allargamento all’Ucraina. In quale Europa? Personalmente sostengo l’idea di un’ Europa federale ma per arrivarci è necessario difendere anche questa Europa. Parlare oggi di un’altra Europa e focalizzarsi su ciò che non funziona a mio avviso contribuisce ad un indebolimento dell’Europa e offre supporto alle istanze sovraniste ed etnonazionaliste che minacciano il processo di integrazione. Partiamo invece da questa Europa che ci ha garantito 70 anni di pace, libertà di circolazione di merci e persone e la tutela dei diritti. L’Europa come espressione della società aperta che si contrappone all’idea di società chiusa sostenuta dalla stessa propaganda russa, che come ben sappiamo ha lavorato e lavora a supporto di quelle forze antieuropeiste ed euroscettiche che oggi nel nostro Paese sono al governo.


Per quanto riguarda i prossimi passi per ora in agenda esattamente fra un mese, il 9 Luglio 2018, si terrà a Bruxelles il  Summit UE – Ucraina, i cui temi principali riguarderanno le priorità e l’implementazione dell’accordo di associazione e della sua parte relativa zona di libero scambio globale e approfondita, l’attuazione degli accordi di Minsk, Crimea e Sebastopoli e altre questioni regionali. Ad oggi molti progressi sono stati compiuti dall’Ucraina ma molti se restano da compiere, in particolare sul fronte delle riforme anticorruzione. L’attesa costituzione dell’Alta Corte Anticorruzione, in linea con le raccomandazioni della Commissione di Venezia, sarebbe un fondamentale passo in avanti.