Crowdfunding: tra trasparenza e riflessi, tra fiducia e assicurazione

Metti una sera d'autunno e una suggestiva location a pochi chilometri da Barcellona, un hotel con bar a bordo piscina e una bella birra fresca. La settimana scorsa mi trovavo esattamente nel contesto appena decritto ed è proprio lì che ho trovato l'ispirazione per alcune riflessioni sul crowdfunding che ho deciso di condividere in questo post. Ero seduta, con la mia birra davanti, a momenti mi fermavo a fissare il bicchiere in trasparenza, poi spostavo lo sguardo sull'acqua della piscina, osservavo i riflessi delle luci circostanti e pensavo. Quella sera prima del momento di relax a bordo piscina avevo appena tenuto un pitch, davanti a 150 persone provenienti da tutto il mondo,  sulle mie iniziative in ambito consulenza e formazione sul crowdfunding e sull'importanza della community di riferimento. Pensavo. La trasparenza, i riflessi. Due elementi importanti da tenere presenti quando si pianifica una campagna di crowdfunding. La trasparenza è necessaria nel rapporto con la nostra community, prima, durante e dopo la campagna: comunicare chiaramente l'obiettivo e l'utilizzo che verrà fatto dei fondi raccolti,  tenere costantemente aggiornati i sostenitori sull'andamento della campagna e infine fornire un rendiconto finale. E i riflessi? Spesso si trascura o non si pianifica accuratamente il post campagna. E se non lo si fa si potrebbe andare incontro a qualche problema. La campagna non termina il giorno della chiusura della raccolta. C'è la fase successiva relativa alla realizzazione del progetto e alla consegna delle ricompense. E' importante definire i tempi e mantenere la comunicazione con i vostri sotenitori. Qualora vi rendiate conto che non riuscite a rispettarli informate prontamente i vostri sostenitori per evitare episodi spiacevoli e situazioni di contenzioso. Purtroppo accade che dopo la conclusione della raccolta i progettisti (poco seri) non diano più notizie e non consegnino le ricompense promesse. Per far fronte a questo tipo di spiacevoli inconvenienti alcune piattaforme hanno cominciato a prevedere un'assicurazione volontaria. E' il caso di Indiegogo e Kickstarter che la stanno sperimentando limitatametne a pochi progetti (ad ed. quella del braccialetto antistress Olive su Indiegogo) e consiste nel versamento di un premio di 15 dollari da aggiungere all'importo versato per la campagna e prevede la restituzione della propria quota in caso di mancata consegna della ricompensa entro tre mesi. Quali i riflessi di una eventuale futura offerta diffusa della Perk Insurance sul meccanismo della fiducia che è alla base del crowdfunding?

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