Il crowdfunding non esiste. Non sto scherzando.

Metti una tranquilla domenica mattina seduta ad un tavolino in Piazza della Frutta a Padova e la voglia di cominciare a chiarire il mio approccio al crowdfunding ed eccomi qua a scrivere questo post. Quale luogo migliore di una piazza per scrivere di relazioni, fiducia, community? L'ho detto più volte e lo ripeto: il crowdfunding (mi riferisco alle tipologie donation e reward nello specifico, l'equity merita un discorso a parte) non è ricerca fondi bensì progettualità condivisa e inclusiva, collaborazione, voglia di contribuire alla realizzazione di un progetto, di seguire una via e di andare avanti nonostante gli elementi di disturbo (anche in questo momento nel quale sto scrivendo ce ne sono...i colombi e le richieste di elemosina organizzate ad esempio!). Ma veniamo alla rivelazione del giorno: io non credo nel crowdfunding. La domanda sorge allora spontanea: perché me ne occupo? Legittimo chiedermelo. Vi dirò di più: il crowdfunding non esiste. Il crowdfunding non è la piattaforma e la campagna non è una pagina su una piattaforma. La campagna secondo questa accezione può essere creata alla perfezione in tutti i suoi elementi ma se manca la community e manca un piano di comunicazione la campagna non funzionerà. Io non credo nel crowdfunding. Io credo in una strategia di engagement per il sostegno condiviso  di un'iniziativa, che può essere in ambito culturale, sociale, imprenditoriale. Non ho però la bacchetta magica: se la realtà con cui collaboro non mette in pratica i consigli il risultato non c'è e per la sottoscritta è fonte di enorme frustrazione. Troppo spesso sento l'espressione "lanciamo un crowdfunding". Ma cosa vuol dire? Nella maggior parte dei casi ci si riferisce alla pagina che ospita la raccolta dei contibuti economici e niente più. Se invece vogliamo davvero parlare di campagna di crowdfunding parliamo di strategia, che non può prescindere dalla parte relativa alla comunicazione. Se non viene implementata non c'è consulente che tenga: il consulente spiega come fare, l'organizzazione deve eseguire. C'è poi anche tutta una parte di passaparola offline... Se poi occorre un ulteriore supporto anche operativo allora è imprescindibile, come minimo, l'accesso ai canali social e ai database, altrimenti è impossibile qualsiasi azione. Ecco perché astrattamente non esiste il crowdfunding. Esiste una strategia condivisa per il raggiungimento di un obiettivo.  Post provocatorio o realistico?  A voi l'interprtazione. Per ora mi fermo qui. Vi devo ancora raccontare come mi sono avvicinata a questo strano mondo e soprattutto dove voglio arrivare. Sono le 12.48. Devo andare, altrimenti perdo il treno...

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